Storia

 
La sezione podismo di oggi, tra le ultime nate all’interno della Pietro Micca, rappresenta in realtà la rinascita di un movimento sportivo che già agli inizi degli anni ’30 tenne alto il nome della società in ambito regionale e nazionale. In quegli anni ginnastica ed atletica vivevano in profonda simbiosi e già nel 1929, trentennale di fondazione della polisportiva, veniva festeggiato il vittorioso esordio di Rinaldo Re, primo della categoria allievi nel lancio del giavellotto ai campionati piemontesi di atletica. Con lui si affacciarono poco alla volta altri campioni di razza, a cominciare da Luigi Pellin che merita un posto di riguardo nella storia sportiva biellese: un eccezzionale fondista e mezzofondista e un magnifico campione nella corsa campestre. Nel ’30 Pellin già ottenne piazzamenti di rilievo in alcune competizioni nazionali e nel ’31 venne convocato per la selezione preolimpica. In quell’anno Pellin vinse il campionato piemontese di cross-country, primeggiò in varie corse sui 3000 e 5000 metri e nella maratona internazionale di Torino si piazzò 1° nella categoria allievi, 3° degli italiani e 5° assoluto con il tempo di 2h 56′ 2″ (distanza 42Km e 750 metri). Sulla scia di Pellin presto emersero altri atleti come Guglielmo Pozzo, Colpo, Morelli, Antonio Coda Cap, Battista Bagnalone, Ugo Guabello, Edoardo Potasso. Nel 1938 e nel 1939 la Pietro Micca organizzò allo stadio Lamarmora il Gran Premio “Città di Biella”: nell’ambito di tali manifestazioni si mise in evidenza Augusto Delleanni nel salto in lungo e Bartolomeo Beilis (detto “Nino”) fortissimo decatleta; nel ’40 Luciano Zanone si laureò campione nazionale di salto triplo nella terza categoria. Esordì in quel periodo Antonio Meola, velocista, chiamato nel ’40 al raduno di formazione atletica di Biella dove, in presenza dei migliori atleti nazionali, si classificò 1° nei 200 metri e 2° nei 100 metri.
E’ la guerra che contribuisce pesantemente alla scomparsa della Pietro Micca dal mondo dell’atletica: Beilis muore a Ronco Biellese nel 1943 falcidiato da una raffica mentre cerca di soccorrere un compagno; Meola, dopo l’internamento nei campi di prigionia tedeschi, riprende l’attività atletica ma presto si converte esordendo nella neonata squadra di pallacanestro. Tra il ’45 ed il ’58 assistiamo ancora all’allevamento di un piccolo vivavio dal quale escono campioni quali Mario Piantino (fondista), Giovanni Ramella Pezza (giavellotto), Lorenzo Fileppi (marcia) ed Ettore Quazza (salto in alto). Nel ’58 fallisce il tentativo di rilanciare l’atletica femminile sotto la direzione di Oscar Rastello. Cala dunque definitivamente il primo sipario sull’atletica della società che passò degnamente il testimone all’Unione Giovane Biella.
Ma è con il nuovo millennio che si ricomincia a parlare di atletica ed in particolare di corsa: è l’anno 2001 ed il presidente Vineis organizza per la terza volta la partecipazione della società alla maratona di New York: è da questo gruppo primordiale, fatto di appassionati maratoneti, che nel 2003 si costituisce nuovamente una piccola squadra regolarmente affiliata alla federazione di atletica leggera (F.I.D.A.L.); il gruppo cresce e matura velocemente al punto da indurre il consiglio di presidenza ad ufficializzare nel 2006 la costituzione della sezione “Podismo”. Oggi, la sezione può contare su un discreto numero di atleti amatori principalmente appassionati e specializzati nelle lunghe distanze (maratone ed ultratrail).